sabato 19 novembre 2016

Papa Francesco nomina i nuovi Cardinali nel Concistoro



«Accipite biretum rubrum, cardinalatus dignitatis insigne, per quod significatur usque ad sanguinis effusionem...». Questa mattina nella basilica di San Pietro Papa Francesco tiene il suo terzo concistoro per la creazione di nuovi cardinali e consegna a ciascuno la berretta color porpora, segno della disponibilità a versare il sangue «per la fede cristiana e per la pace del popolo di Dio». I nuovi cardinali, i cui nomi sono stati annunciati da Bergoglio all'Angelus di domenica 9 ottobre, sono diciassette, tredici con meno di ottant'anni e dunque elettori in un eventuale conclave, più quattro ultraottantenni.

Sono l'italiano
Mario Zenari, nunzio apostolico in Siria - che apre la lista;
Diaconia Santa Maria delle Grazie alle Fornaci fuori Porta Cavalleggeri

Dieudonné Nzapalainga, arcivescovo di Bangui (Repubblica Centrafricana);
Titolo Sant’Andrea della Valle

Carlos Osoro Sierra, arcivescovo di Madrid (Spagna);
Titolo Santa Maria in Trastevere
Sérgio Da Rocha, arcivescovo di Brasilia (Brasile);
Titolo Santa Croce in via Flaminia
Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago (USA);
Titolo San Bartolomeo all’Isola
Patrick D'Rozario, arcivescovo di Dhaka (Bangladesh),
Titolo Nostra Signora del SS. Sacramento e Santi Martiri Canadesi
Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Mérida (Venezuela);
Titolo Santi Giovanni Evangelista e Petronio
Jozef De Kesel, arcivescovo di Malines-Bruxelles (Belgio);
Titolo Santi Giovanni e Paolo
Maurice Piat, vescovo di Port-Louis (Isole Mauritius);
Titolo Santa Teresa al Corso d’Italia
Kevin Joseph Farrell, Prefetto del dicastero per i laici e la famiglia (USA);
Diaconia San Giuliano Martire
Carlos Aguiar Retes, arcivescovo di Tlalnepantla (Messico);
Titolo Santi Fabiano e Venanzio a Villa Fiorelli
John Ribat, arcivescovo di Port Moresby (Papua Nuova Guinea);
Titolo San Giovanni Battista de’ Rossi
Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark (USA);
Titolo Santa Maria delle Grazie a Via Trionfale
Antony Soter Fernandez, arcivescovo emerito di Kuala Lumpur (Malesia);
Titolo Sant’Alberto Magno
Renato Corti, vescovo emerito di Novara (Italia);
Titolo San Giovanni a Porta Latina
Sebastian Koto Khoarai, vescovo emerito di Mohale's Hoek (Leshoto);
Titolo San Leonardo da Porto Maurizio ad Acilia
don Ernest Simoni, prete della diocesi di Shkodrë-Pult (Albania).
Diaconia Santa Maria della Scala

venerdì 2 settembre 2016

Frasi di madre Teresa, Santa domenica 4 settembre 2016

Se giudichi le persone, non avrai tempo per amarle.

Quanto meno abbiamo, più diamo. Sembra assurdo, però questa è la logica dell’amore.

Il male mette le radici quando un uomo comincia a pensare di essere migliore degli altri.

Quello che noi facciamo è solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno.


Il giorno più bello? Oggi
L’ostacolo più grande? La paura
La cosa più facile? Sbagliarsi
L’errore più grande Rinunciare
La radice di tutti i mali? L’egoismo
La distrazione migliore? Il lavoro
La sconfitta peggiore? Lo scoraggiamento
I migliori professionisti? I bambini
Il primo bisogno? Comunicare
La felicità più grande? Essere utili agli altri
Il mistero più grande? La morte
Il difetto peggiore? Il malumore
La persona più pericolosa? Quella che mente
Il sentimento più brutto? Il rancore
Il regalo più bello? Il perdono
Quello indispensabile? La famiglia
La rotta migliore? La via giusta
La sensazione più piacevole? La pace interiore
L’accoglienza migliore? Il sorriso
La miglior medicina? L’ottimismo
La soddisfazione più grande? Il dovere compiuto
La forza più grande? La fede
La cosa più bella del mondo? L’amore.

Cosa puoi fare per promuovere la pace nel mondo? Vai a casa e ama la tua famiglia.

Qual è la peggiore sconfitta? Scoraggiarsi!
Quali sono i migliori insegnanti? I bambini!

Io posso fare cose che non tu non puoi, tu puoi fare cose che io non posso. Insieme possiamo fare grandi cose.

Ama la vita e amala seppure non ti da ciò che potrebbe, amala anche se non è come tu la vorresti, amala quando nasci e ogni volta che stai per morire. Non amare mai senza amore, non vivere mai senza vita.

Non dobbiamo permettere a nessuno di allontanarsi dalla nostra presenza, senza sentirsi migliore e più felice.

La vita è un’opportunità, coglila.
La vita è bellezza, ammirala.
La vita è beatitudine, assaporala.
La vita è un sogno, fanne una realtà.
La vita è una sfida, affrontala.
La vita è un dovere, compilo.
La vita è un gioco, giocalo.
La vita è preziosa, abbine cura.
La vita è una ricchezza, conservala.
La vita è amore, godine.
La vita è un mistero, scoprilo.
La vita è una promessa, adempila.
La vita è tristezza, superala.
La vita è un inno, cantalo.
La vita è una lotta, vivila.
La vita è una gioia, gustala.
La vita è una croce, abbracciala.
La vita è un’avventura, rischiala.
La vita è pace, costruiscila.
La vita è felicità, meritala.
La vita è vita, difendila.

Non possiamo parlare finché non ascoltiamo. Quando avremo il cuore colmo, la bocca parlerà, la mente penserà.

La gioia è assai contagiosa. Cercate, perciò, di essere sempre traboccanti di gioia dovunque andiate.


Trova il tempo..
Trova il tempo di pensare.
Trova il tempo di pregare.
Trova il tempo di ridere. È la fonte del potere. È il più grande potere sulla Terra. È la musica dell’anima.
Trova il tempo per giocare.
Trova il tempo per amare ed essere amato.
Trova il tempo di dare È il segreto dell’eterna giovinezza È il privilegio dato da Dio La giornata è troppo corta per essere egoisti.
Trova il tempo di leggere.
Trova il tempo di essere amico.
Trova il tempo di lavorare E’ la fonte della saggezza. E’ la strada della felicità. E’ il prezzo del successo.
Trova il tempo di fare la carità E’ la chiave del Paradiso.
(Iscrizione trovata sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta.)

Prometti a te stesso di parlare di bontà, bellezza, amore a ogni persona che incontri; di far sentire a tutti i tuoi amici che c’è qualcosa di grande in loro; di guardare al lato bello di ogni cosa e di lottare perché il tuo ottimismo diventi realtà.

Non capiremo mai abbastanza quanto bene è capace di fare un sorriso.

Non so come sarà il cielo, ma so che quando si muore e arriva il momento in cui Dio ci giudicherà, lui non chiederà, “Quante cose buone hai fatto nella tua vita?”, e piuttosto chiederà, “Quanto amore hai messo in quello che hai fatto?”

Se non abbiamo pace, è perché abbiamo dimenticato che apparteniamo gli uni agli altri.

L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico
NON IMPORTA, AMALO
Se fai il bene, ti attribuiranno secondi fini egoistici
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
Se realizzi i tuoi obiettivi, troverai falsi amici e veri nemici
NON IMPORTA, REALIZZALI
Il bene che fai verrà domani dimenticato
NON IMPORTA, FA’ IL BENE
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile
NON IMPORTA, SII FRANCO ED ONESTO
Quello che per anni hai costruito può essere distrutto in un attimo
NON IMPORTA, COSTRUISCI
Se aiuti la gente, se ne risentirà
NON IMPORTA, AIUTALA
Da al mondo il meglio di te, e ti prenderanno a calci
NON IMPORTA, DA IL MEGLIO DI TE.

Sono come una piccola matita
nelle Sue mani, nient’altro.
È Lui che pensa.
È Lui che scrive.
La matita non ha nulla
a che fare con tutto questo.
La matita deve solo
poter essere usata.

Ieri non è più, domani non è ancora. Non abbiamo che il giorno d’oggi. Cominciamo.

Quando ho fame, mandami qualcuno da sfamare. E quando ho sete, mandami qualcuno che ha bisogno di bere. Quando ho freddo, mandami qualcuno da scaldare. E quando sono triste, mandami qualcuno a cui dare conforto.

Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni.
Però ciò che é importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno età. Il tuo spirito è la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c’è una linea di partenza.
Dietro ogni successo c’è un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca ciò che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite… insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arrugginisca il ferro che c’è in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina. Quando non potrai camminare, usa il bastone. Però non trattenerti mai!

L’amore, per essere vero, deve costar fatica, deve far male, deve svuotarci del nostro io.

Non esiste povertà peggiore che non avere amore da dare.

Il vero amore deve far sempre male. Deve essere doloroso amare qualcuno, doloroso lasciare qualcuno. Potresti dover morire per lui. Quando ci si sposa si rinuncia a ogni cosa per amarsi reciprocamente. La madre dà la vita a suo figlio e soffre molto. Solo allora si ama sinceramente. La parola amore è così mal interpretata e abusata.

Mai viaggiare più veloce di quanto il tuo angelo custode possa volare.

Una vita non vissuta per gli altri non è una vita.

È necessaria l’infelicità per capire la gioia,
il dubbio per capire la verità,
la morte per comprendere la vita.
Perciò affronta e abbraccia la tristezza quando viene.

Questi sono i modi con cui possiamo mettere in pratica l’umiltà:
parlare il meno possibile di noi stessi;
rifiutare di immischiarci negli affari degli altri;
evitare la curiosità;
accettare allegramente le contraddizioni e le correzioni; passare sopra agli errori altrui;
accettare insulti e offese;
accettare di venir disprezzati, dimenticati e non amati; non cercare di essere particolarmente prediletti e ammirati;
rispondere con gentilezza anche se provocati;
non calpestare mai la dignità di nessuno;
cedere alla discussione, anche se si ha ragione;
scegliere sempre ciò che è più difficile.

Non aspettare di finire l’ università, di innamorarti, di trovare lavoro, di sposarti di avere dei figli e di vederli sistemati, di perdere dieci chili… che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina, la primavera, l’ estate, l’ autunno o l’ inverno.. non c’è momento migliore di questo per essere felice. Donati interamente a Dio. Egli si servirà di te per compiere grandi cose a condizione che tu creda più nel suo amore che nella tua fragilità.

Le persone sono irrealistiche, illogiche ed egocentriche. Le amo comunque.

Parla loro con tenerezza. Lascia che ci sia gentilezza sul tuo volto, nei tuoi occhi, nel tuo sorriso, nel calore del nostro saluto. Abbi sempre un sorriso allegro. Non dare solo le tue cure, ma dai anche il tuo cuore.

Non tutti possiamo fare grandi cose, ma possiamo fare piccole cose con grande amore.

Amare deve essere naturale, come respirare.

Essere non amati, non voluti, dimenticati. È questa la grande povertà, peggio di non avere niente da mangiare.

L’amore è l’unica risposta alla solitudine.

L’orgoglio annienta ogni cosa

La lebbra del mondo occidentale è la solitudine.

Io so che Dio non mi dà nulla che non possa gestire. Spero solo che non si fidi troppo di me.

Sappiamo che se vogliamo amare veramente,dobbiamo imparare a perdonare.
Perdonate e chiedete di essere perdonati;
scusate invece di accusare.
La riconciliazione avviene per prima cosa in noi stessi, non con gli altri.
Inizia da un cuore puro.

Anche se non apro bocca, posso parlarvi con gli occhi per una mezz’ora buona.. Guardandovi negli occhi posso dire se nel vostro cuore C’è pace oppure no. Ci sono persone che irradiano gioia, e nei loro occhi si vede la purezza. E vogliamo la calma della mente, osserviamo il silenzio degli occhi. Usate i vostri occhi per pregare meglio.

La strada più veloce e sicura verso la gentilezza è la parola: usatela per far del bene agli altri. Se pensate bene degli altri, parlerete anche bene, degli altri. La violenza della parola è reale: più acuminata di qualsiasi coltello, ferisce e crea un’amarezza tale che solo la grazia di Dio può giudicare.

Più ci saranno gocce d’acqua pulita, più il mondo risplenderà di bellezza.

Non è tanto quello che facciamo, ma quanto amore mettiamo nel farlo. Non è tanto quello che diamo, ma quando amore mettiamo nel dare.

Non si è nudi solo per la mancanza di vestiti, la nudità è la perdita della dignità umana, la perdita della meravigliosa virtù della purezza, così bistrattata ai nostri giorni.

E’ necessario che comprendiamo i poveri, perchè non esiste solo la povertà materiale, ma anche la povertà spirituale, più dura e profonda, che si annida anche nel cuore degli uomini colmi di ricchezze.

Non guardo le masse, ma le singole persone. Se guardassi le masse non inizierei mai.

Abbiamo il potere di essere in Paradiso già da ora, di essere felici con Lui in questo momento, se amiamo come lui ci ama, se aiutiamo come Lui ci aiuta, se doniamo come Egli dona, se serviamo come Egli serve…

La fame d’amore è molto più difficile da rimuovere che la fame di pane.

Uno delle più grandi malattie del nostro tempo è quello di essere nessuno per nessuno.

L’aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e tu uccida me? Non c’è più nessun ostacolo.

Credo che nessuno di noi conosca la fame, ma un giorno me la insegnò una bambina. La trovai per strada, mi accorsi che aveva fame e le diedi un pezzo di pane, ma lei ne mangiava una briciola per volta. Io le dissi di mangiarlo serenamente, ma lei mi rispose: ‘ho paura, perché quando finirà io avrò di nuovo fame.

Non accontentiamoci di dare solo del denaro. Il denaro non è sufficiente. Vorrei che ci fossero più persone ad offrire le loro mani per servire ed i loro cuori per amare.

Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa.

Preferirei fare errori nella gentilezza e nella compassione che i miracoli nella cattiveria e durezza.

Le parole gentili possono essere brevi e facili da pronunciare, ma il loro eco è davvero infinito.

Oggi la gente ha fame d’amore, ha fame di comprendere l’amore più grande che è l’unica risposta alla solitudine e all’estrema miseria. Ecco perché possiamo andare nei paesi ricchi dove nessuno ha fame di pane e vedere la gente che soffre in maniera terribile per la solitudine, la disperazione, l’impotenza, la mancanza di prospettive.

Non è abbastanza dire: «Io amo Dio». Io devo amare anche il mio prossimo. Nelle Scritture San Giovanni dice che è bugiardo colui che dice di amare Dio ma non ama il suo prossimo. Come si può amare Dio, che non si vede, se non si ama il proprio prossimo che si vede, che si tocca, con il quale si vive? E usa una parola molto grossa, «bugiardo». È una di quelle parole che spaventa quando le si legge, eppure è proprio la verità.

La fede che passa all’azione diventa amore, e l’amore che si trasforma in azione diventa servizio.

La gioia è molto contagiosa; quindi, siate sempre pieni di gioia.

Il frutto del silenzio è la preghiera
Il frutto della preghiera è la fede
Il frutto della fede è l’amore
Il frutto dell’amore è il servizio
Il frutto del servizio è la pace.

Non preoccuparti di numeri. Aiuta una persona alla volta e inizia sempre con la persona più vicina a te.

L’amore è un frutto che matura in ogni stagione ed è sempre alla portata di ogni mano.

Cercare di infondere nei cuori dei vostri figli l’amore per la casa. Fate in modo che desiderino ardentemente stare con la propria famiglia. Molti peccati si potrebbero evitare se la nostra gente amasse davvero la propria casa.

Le nostre anime devono essere come un cristallo trasparente attraverso il quale si può scorgere Dio.

La perdita di un certo pudore e la perdita della purezza sono le cause profonde della decadenza del mondo.

Se non avete esperienza, chiedete. Non c’è nessuna vergogna nel chiedere, ma non pretendete di conoscere ciò che non conoscete.

Spesso si vedono fili elettrici, piccoli o grossi, nuovi e vecchi, dei cavi costosi e a buon mercato; da soli sono inutili e, finchè non passa la corrente non si ha luce. Il filo siamo noi, la corrente è Dio. Noi abbiamo la possibilità di permettere alla corrente di passare attraverso di noi e di utilizzarci per produrre la luce nel mondo, oppure possiamo rifiutare di essere usati e consentire così alle tenebre di diffondersi.

Quando una persona ti ferisce, non irritarti, ma pensa solo che dietro quel comportamento c’è una incapacità di amare, dovuta alla presenza di una ferita, di una mancanza d’amore, così perdonerai e pregherai per quella persona senza portare rancore.

Dovreste conoscere quello che vuole dire povertà, forse la nostra gente ha molti beni materiali, forse ha tutto, ma credo che se guardiamo nelle nostre case, vediamo quanto è difficile talvolta trovare un sorriso e un sorriso è il principio dell’amore. Allora incontriamoci con un sorriso perché il sorriso è il principio dell’amore e una volta che abbiamo cominciato l’un l’altro ad amarci, diviene naturale fare qualcosa per gli altri

Morire è tornare a casa; eppure la gente ha paura di quello che può capitare, e allora non vogliono morire. Se nella morte non si vede alcun mistero, allora non si ha paura di morire. C’è però anche il dubbio di coscienza: «Forse avrei potuto fare meglio». Quasi sempre, si muore come si è vissuto. La morte altro non è che continuazione della vita, completamento della vita. È il corpo umano che si arrende. Ma il cuore e l’anima vivono per sempre. Non muoiono. Ogni religione crede nell’eternità, in un’altra vita. Questa vita non ha una fine definitiva: quelli che credono che la vita finisca per sempre temono la morte. Se a questa gente si spiegasse bene che la morte altro non è che tornare nella casa di Dio, non ci sarebbe più paura della morte.

L’amore non vive di parole, né può essere spiegato a parole.

Quando tu non hai niente, allora tu hai tutto.

Ognuno di questi poveri è Gesù sotto mentite spoglie.

La gioia è una rete di amore in cui si possono prendere le anime.

La più grande scienza nel mondo, in cielo e in terra, è l’amore.

La gioia profonda del cuore è come una calamita che indica il percorso della vita.

Non possiamo fare grandi cose su questa Terra, solo piccole cose con grande amore.

La santità non consiste nel fare cose straordinarie. Essa consiste nell’accettare, con un sorriso, quello che Gesù ci manda. Essa consiste nell’accettare e seguire la volontà di Dio.

Nel mondo le persone possono apparire diverse o avere una religione, un’istruzione o una posizione diverse, ma sono tutte uguali. Sono persone da amare, hanno tutte fame d’amore. La gente che vedete per le strade di Calcutta ha fame nel corpo, ma anche quella che vedete a Londra o a New York ha una fame che deve essere soddisfatta, Ogni persona ha bisogno di essere amata.

Se avrete occhi per vedere, troverete Calcutta in tutto il mondo. Le strade di Calcutta conducono alla porta di ogni uomo. So che magari vorreste fare un viaggio a Calcutta, ma è più facile amare le persone lontane. Non è sempre facile amare le persone che ci vivono accanto.

da aforisticamente.com

venerdì 26 agosto 2016

Papa Luciani e Francesco, la via della misericordia


Nel pomeriggio del 26 agosto 1978 il cardinale patriarca di Venezia Albino Luciani veniva eletto Papa dopo un conclave lampo. Trentotto anni dopo il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin inaugura il Museo Papa Luciani a Canale d'Agordo, donando gli occhiali che Giovanni Paolo I indossava nel momento della morte, che suor Vincenza, la religiosa che accudiva il Pontefice veneto, aveva donato all'ex segretario di Luciani a Vittorio Veneto, don Francesco Taffarel e da quest'ultimo erano stati affidati alla postulazione della causa di beatificazione.

Per comprendere l'attualità del magistero di Papa Luciani, in questo Giubileo della misericordia, può valer la pena rileggere le pagine che Francesco dedica al suo predecessore nel libro «Il nome di Dio è misericordia», citandolo più volte. La prima in riferimento alla misericordia in confessionale, a proposito della figura di san Leopoldo Mandi?.

«Ho letto un’omelia dell’allora cardinale Albino Luciani su padre Leopoldo Mandi?, appena proclamato beato da Paolo VI - afferma Papa Bergoglio - Aveva descritto qualcosa che si avvicina molto a quanto ho appena raccontato: "Ecco, peccatori siamo tutti – diceva Luciani in quella occasione – lo sapeva benissimo il padre Leopoldo. Bisogna prendere atto di questa nostra triste realtà. Nessuno può a lungo evitare le mancanze piccole o grandi. 'Però', come diceva san Francesco di Sales, 'se tu hai l’asinello, e per strada ti casca sul selciato, cosa devi fare? Mica vai là col bastone a spianargli le costole, poveretto, è già abbastanza sfortunato. Bisogna che tu lo prenda per la cavezza e dica: Su, riprendiamo la strada. Adesso riprendiamo il cammino, farai più attenzione un’altra volta'. Questo è il sistema e padre Leopoldo questo sistema l’ha applicato in pieno. Un sacerdote, mio amico, che andava a confessarsi da lui, ha detto: Padre, lei è troppo largo. Io mi confesso volentieri da lei, ma mi pare che sia troppo largo. E padre Leopoldo: Ma chi è stato largo, figlio mio? È stato il Signore a essere largo; mica io sono morto per i peccati, è il Signore che è morto per i peccati. Più largo di così con il ladrone, con gli altri come poteva essere!". Questa l’omelia dell’allora cardinal Luciani su Leopoldo Mandi?, poi proclamato santo da Giovanni Paolo II».

Una seconda citazione Francesco l'ha dedicata nelle pagine in cui parla del suo sentirsi peccatore. «E che dire dell’omelia con cui Albino Luciani iniziava il suo episcopato a Vittorio Veneto, dicendo che la scelta era ricaduta su di lui perché certe cose, invece di scriverle sul bronzo o sul marmo, il Signore preferiva scriverle sulla polvere: così, se la scrittura fosse restata, sarebbe stato chiaro che il merito era tutto e solo di Dio. Lui, il vescovo, il futuro Papa Giovanni Paolo I, si definiva "la polvere". Devo dire che quando parlo di questo - aggiungeva Francesco - penso sempre a ciò che Pietro ha detto a Gesù la domenica della sua resurrezione, quando lo ha incontrato da solo. Un incontro a cui accenna l’evangelista Luca (24, 34). Che cosa avrà detto Simone al Messia appena risorto dal sepolcro? Gli avrà detto che si sentiva un peccatore? Avrà pensato al rinnegamento, a quanto accaduto pochi giorni prima, quando per tre volte aveva finto di non conoscerlo, nel cortile della casa del Sommo Sacerdote. Avrà pensato al suo pianto amaro e pubblico. Se Pietro ha fatto questo, e se i Vangeli ci descrivono il suo peccato, il suo rinnegamento, e se nonostante tutto ciò Gesù gli ha detto "Pasci le mie pecorelle" (Vangelo di Giovanni 21, 16), non credo che ci si debba meravigliare se anche i suoi successori descrivono se stessi come "peccatori". Non è una novità. Il Papa è un uomo che ha bisogno della misericordia di Dio».

Una terza citazione di Luciani, Papa Francesco l'ha fatta commentando la parabola del Figliol Prodigo (oggi chiamata del Padre Misericordioso). «Dio è un padre premuroso, attento, pronto ad accogliere qualsiasi persona che muova un passo o che abbia il desiderio di muovere un passo verso casa - ha detto Francesco - Lui è lì a scrutare l’orizzonte, ci attende, ci sta già aspettando. Nessun peccato umano per quanto grave può prevalere sulla misericordia o limitarla. Vescovo di Vittorio Veneto da qualche anno, Albino Luciani tenne degli esercizi ai sacerdoti e commentando la Parabola del "figliol prodigo" disse a proposito del Padre: "Lui aspetta. Sempre. E non è mai troppo tardi. È così, è fatto così... è Padre. Un padre che aspetta sulla porta. Che ci scorge quando ancora siamo lontano, e s’intenerisce, e correndo viene a gettarsi al nostro collo e a baciarci teneramente... Il nostro peccato allora diventa quasi un gioiello che gli possiamo regalare per procurargli la consolazione di perdonare... Si fa i signori, quando si regalano gioielli, e non è sconfitta, ma gioiosa vittoria lasciar vincere Dio!"».

Infine, Francesco ha ricordato una quarta e una quinta volta le parole del predecessore. «Quando uno si sente un po’ più sicuro, inizia a impossessarsi di facoltà che non sono sue, ma del Signore. Lo stupore comincia a degradarsi, e questo è alla base del clericalismo o dell’atteggiamento di coloro che si sentono puri. L’adesione formale alle regole, ai nostri schemi mentali - ha detto Papa Bergoglio - prevale. Lo stupore degrada, crediamo di poter fare da soli, di essere noi i protagonisti. E se uno è un ministro di Dio, finisce per credersi separato dal popolo, padrone della dottrina, titolare di un potere, chiuso alle sorprese di Dio. La "degradazione dello stupore" è un’espressione che a me dice tanto. A volte mi sono sorpreso a pensare che ad alcune persone tanto rigide farebbe bene una scivolata, perché così, riconoscendosi peccatori, incontrerebbero Gesù. Mi tornano alla mente le parole del servo di Dio Giovanni Paolo I, che durante un’udienza del mercoledì disse: "Il Signore ama tanto l’umiltà che, a volte, permette dei peccati gravi. Perché? Perché quelli che li hanno commessi, questi peccati, dopo che si sono pentiti, restino umili. Non vien voglia di credersi dei mezzi angeli, quando si sa di aver commesso delle mancanze gravi". E pochi giorni dopo, in un’altra occasione, lo stesso Papa Luciani aveva ricordato che san Francesco di Sales parlava delle "nostre care imperfezioni": "Dio detesta le mancanze, perché sono mancanze. D’altra parte, però, in un certo senso, ama le mancanze in quanto danno l’occasione a Lui di mostrare la sua misericordia e a noi di restare umili e di capire e di compatire le mancanze del prossimo"». vaticaninsider La Stampa

venerdì 1 luglio 2016

Papa Francesco incontra Virginia Raggi


L'udienza privata è durata circa 20 minuti. La prima cittadina si è presentata con i genitori e il figlio di sei anni. "Colpita dalla profonda umanità del pontefice". In un'intervista a Radio vaticana: "Seguire in principi dell'Enciclica Laudato si' per risolvere il problema dei rifiuti". Sulle Olimpiadi: "Valuteremo referendum"

Primo incontro tra Papa Francesco e la neo sindaca di Roma. Virginia Raggi è arrivata in Vaticano accompagnata dai genitori e dal figlio di sei anni. L’udienza privata è durata circa 20 minuti. “E’ andata bene. Abbiamo parlato, è una persona di una umanità profonda”, ha detto la prima cittadina che poi ha pubblicato su Twitter una foto che la ritrae mentre stringe la mano a Bergoglio.

“Una grande emozione. Colpita dalla sua profonda umanità. Grazie”.


La sindaca Cinque stelle ha voluto omaggiare il pontefice con “La voce della Roma dimenticata”. Una video raccolta di messaggi, appelli, inviti e testimonianze delle periferie più in difficoltà della Capitale, che la Raggi ha mostrato a Bergoglio dal suo tablet. Da Ostia a Corviale, passando per San Basilio e Tor Bella Monaca, decine di romani hanno rivolto un proprio pensiero al Santo Padre augurandogli di “andare avanti con quanto sta facendo”. “Questo è stato il nostro pensiero – ha scritto la Raggi su Facebook – farci testimoni di quelle voci, con l’auspicio che questo cammino comune rappresenti un sostegno soprattutto per quella parte di città abbandonata, che vuole e deve, tornare a farsi sentire”.


“Il riscatto morale e spirituale di Roma è importante per la politica – ha detto dopo l’udienza la Raggi in un’intervista a Radio vaticana – ancora di più dopo tutti i tragici e spregevoli eventi che vanno sotto il nome di Mafia Capitale ma che in realtà poi coinvolgono tanti anni di cattiva politica. E’ necessario che i romani, le persone, i cittadini, capiscano che c’è qualcosa che va aldilà del proprio bene: il bene comune, l’interesse generale; è qualcosa che supera il particolarismo e l’egoismo. Credo che noi abbiamo il dovere di riportare questi valori di comunità all’interno di un’amministrazione e di tutte le istituzioni”.

La neo sindaca ha poi parlato dei rapporti tra la capitale e il Vaticano e sul pontificato di Francesco. “La Chiesa ha sicuramente un ruolo importantissimo in tutta Italia, ma a Roma in particolare anche perché è ‘di casa’; siamo vicini, ci guardiamo da un lato all’altro del Tevere – ha commentato – Devo dire che ho apprezzato molto le parole dell’Enciclica Laudato si’, mi sembrano estremamente attuali e moderne; parlano di cambiamenti climatici, di urbanistica come, talvolta, di uno scempio al paesaggio quando viene fatta senza rispettare le regole, dello spirito di comunità, delle persone più fragili. Devo dire che in quella enciclica c’è molto della società romana di oggi”.

Poi un passaggio sulle Olimpiadi: “I romani che fino ad oggi in campagna elettorale non mi hanno mai parlato di Olimpiadi. Se i romani mi dovessero chiedere un referendum lo valuteremo, ovviamente però esponendo tutti i pro e i contro, i costi e ricordano che proprio l’anno scorso nel 2015 noi abbiamo finito di pagare la rata annuale da 92 milioni di euro dei Mondiali di Italia ’90. Fatevi i conti e capite quanto questi eventi pesano sulle spalle dei cittadini”. “Questo è fondamentale – ha aggiunto – Nessuno vuole portare Roma a livelli non competitivi con le altre città europee, ci mancherebbe altro, ma in questo momento nel quale abbiamo un debito di 13 miliardi di euro solo sulla gestione straordinaria, credo che chiedere ai cittadini di indebitarsi per almeno altri 20, 30, 40 anni non sia etico, non sia giusto”.

Nel suo intervento all’emittente vaticana la sindaca si è soffermata molto sul tema dei rifiuti. “Un tema che stiamo attenzionando in maniera particolare. In questi giorni sono in linea diretta con il presidente Daniele Fortini (numero uno dell’Ama, ndr), perché ritengo fondamentale uscire da questa fase di pre-emergenza o quasi emergenza che a mio avviso è stata originata da una cattiva politica ed una cattiva programmazione. Quindi – ha proseguito la Raggi – adesso è fondamentale uscire da questo stato e ricominciare a programmare con una visione del ciclo dei rifiuti che si inserisca all’interno di un disegno di economia circolare che, tra l’altro, anche la stessa Enciclica riprende. Parla proprio di un’economia che non si fonda più sul consumo e sullo scarto, ma sulla possibilità dei beni, degli oggetti, delle cose di essere comunque riassorbiti all’interno di un ciclo produttivo e quindi di rientrare in circolo, magari con una forma diversa“.

Poche ore prima era stato il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti a lanciare l’allarme: “Preoccupa molto la situazione dei rifiuti di Roma: le difficoltà che si stanno registrando in tutti i quartieri della città non derivano solo da eventi contingenti, come gli scioperi o gli incendi delle ultime ore, ma anche e soprattutto da una carenza strutturale di impianti di trattamento, che riguarda tutta la Regione e che è già oggetto di una prima condanna da parte dell’Europa”.
-il Fatto Quotidiano-